Un mestiere crudele lo ha definito Eugenio Scalfari. Crudele perché devi estraniarti da te stesso, vincere timidezza e altri limiti caratteriali, talvolta forzare il riserbo o altre remore dei tuoi interlocutori. Eppure… Eppure il mestiere di giornalista non ha perduto l’antico fascino. Inevitabilmente piegato all’affermarsi di nuove e più avanzate forme di comunicazione, più tecnologico – quindi – e meno “avventuroso”, ma sempre presente nelle ambizioni, nei progetti futuri e nella fantasia dei giovani, come rivelano alcuni dati di ricerca riportati all’interno di questo volume. Un libro che vuol essere un manuale per tutti coloro che intendono avvicinarsi a questa fantastica professione, e in particolare per le giovanissime redazioni dei giornali scolastici. Come si comincia, come si scrive un articolo, come si fa un titolo. E ancora: come si svolge una riunione, come si disegna un menabò, come si scelgono i caratteri tipografici, come si impagina. Il tutto confortato da aneddoti dell’Autore, che nell’arco della sua carriera ha ricoperto ogni ruolo del mestiere, e dalle testimonianze e dai consigli delle firme più prestigiose del giornalismo italiano.
Franco Recanatesi è nato e vive a Roma.
Giornalista dal 1964, ha lavorato per 12 anni al Corriere dello Sport e contemporaneamente, per un paio d’anni, ha scritto articoli per Panorama. Nell’aprile del 1976 è approdato a Repubblica ricoprendo in successione i ruoli di redattore sportivo, caposervizio Interni e Cronaca, caporedattore centrale, inviato, caporedattore delle sedi di Torino e di Napoli. Per il Gruppo Espresso ha diretto Il Lavoro di Genova e Il Venerdì. Fra i suoi libri, Uno più undici (Gremese, 2006, finalista del Premio Bancarella Sport), Le dieci meraviglie del Tesoro di San Gennaro (con Paolo Jorio, Istituto Poligrafico dello Stato 2010), lo sono Giorgio Chinaglia (L’Airone, 2013), Il giornale della scuola (Gremese, 2009) e Romanzo tricolore (L’Airone, 2024).