Questo volume, realizzato in sinergia con docenti dell’Accademia e dell’Università, è stato ideato dall’Autrice come un laboratorio di documentazione e approfondimento attraverso cui ricostruire il percorso artistico, creativo, didattico e imprenditoriale di Jia Ruskaja, la celebre danzatrice russa che fondò l’Accademia Nazionale di Danza. Sono infatti toccate tutte le linee su cui quel percorso si dipanò, dalle esperienze interpretative e coreografiche presso il Teatro degli Indipendenti nella Roma dei primi anni Venti, ai progetti didattici che via via approdarono alla Regia Scuola di Danza (1940), all’Accademia Nazionale di Danza (1948), quindi alle strategie per l’affermazione di quest’ultima sul piano nazionale e internazionale, fino alla creazione di un originale sistema di notazione del movimento (Orchesticografia-Scrittura della danza). Un ampio e innovativo spazio è dato alla parte artistica, ossia alle composizioni coreografiche e all’Orchestica, cosicché il lettore possa addentrarsi nella dimensione poetica ruskajana. A questo scopo, il volume fa luce – attraverso una documentazione iconografica e filmica messa a confronto con le descrizioni delle danze pubblicate nei programmi di sala – sugli aspetti fondanti dell’estetica ruskajana, quali la visione complessiva di stampo registico, la sensibilità per il colore e la luce, la percezione profonda del suono, l’“espressione che viene dal di dentro”, senza dimenticare lo sguardo rivolto al rapporto tra la danza e le altre arti. Lungimirante per l’Italia fu la concezione della sua Scuola come “scuola aperta” dal forte stampo educativo e dalla composita struttura culturale, che ha consentito all’Accademia di mantenersi vitale e di svilupparsi, sino ad approdare nel 1999 all’AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e coreutica).
Flavia Pappacena si è formata all’Accademia Nazionale di Danza sotto la guida di Jia Ruskaja e Giuliana Penzi. Dal 1974 al 2012 è stata professore di Teoria della danza e di Estetica della danza presso l’Accademia, e dal 2006 al 2014 ha insegnato le stesse materie alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza”. Dal 1984 dirige la sezione Danza di questa collana e dal 1993 la rivista di ricerca «Chorégraphie».
Già autrice per Gremese di numerosi testi tecnici – inclusi i due volumi di Teoria della danza classica (2002, 2010) e La danza classica tra arte e scienza (2012) –, ha pubblicato diversi saggi a carattere storico e teorico tradotti in più lingue, tra i quali Il Trattato di Danza di Carlo Blasis 1820-1830 (2005), La danza classica. Le origini (2009), Il Linguaggio della danza classica. Guida all’interpretazione delle fonti iconografiche (2012) e la sezione Il Settecento e l’Ottocento di Storia della danza e del balletto (2019), di O. Di Tondo, F. Pappacena e A. Pontremoli. Nel 2024 ha scritto il volume Jia Ruskaja – Dalla danza libera espressiva alla creazione dell’Accademia Nazionale di Danza.
Ha inoltre curato l’edizione critica di diverse opere, quali Excelsior: Documenti e saggi (1998); La Sténochorégraphie di A. Saint-Léon (2006); Programmi dei balletti. Selezione di libretti 1751-1776 (2009) e Lettres sur la danse, sur les balletts et les arts (1803) (2012), entrambi di Jean-Georges Noverre. Del 2019 è la cura del volume Il ballo a Torino 1748-1762. Dalla “Raccolta de’ balli fatti nelle opere del Real Teatro”.