Il concorso internazionale “Scrivi con me” quest’anno ha proposto agli studenti delle scuole italiane un racconto di Carlo Sgorlon, dedicato alla storia del giovane Jacopo, adolescente in fuga dalla casa dei genitori per inseguire un sogno fatto di musica. Ignari dell’epilogo pensato dall’autore (giacché il racconto è stato appositamente privato del finale), gli studenti hanno prospettato un ampio ventaglio di situazioni conclusive, esprimendole con linguaggio, costrutti e accenti personali: per qualcuno Jacopo è vittima dei suoi sogni, e sarà deluso da essi. Per altri, diventerà un genio musicale, acclamato da tutti, per altri ancora lascerà per sempre la famiglia o magari invece vi farà ritorno…
Carlo Sgorlon (Cassacco, Udine, 1930 – Udine 2009) è uno scrittore italiano. Tutta la sua opera appare legata al mondo friulano: il romanzo in dialetto Prime di sere (1971); il fortunato Il trono di legno (1973, premio Campiello), Gli dei torneranno (1977), La carrozza di rame (1979), La conchiglia di Anataj (1983, premio Campiello); L’armata dei fiumi perduti (1985, premio Strega). Sono ancora da ricordare: La foiba grande (1992), Il costruttore (1995), La malga di Sîr (1997), La tredicesima notte (2000), Il velo di Maya (2006) e Lo stambecco bianco (2006).