Una carriera contraddittoria, amplificata dal clamore che i suoi film hanno suscitato in USA e in Europa. Il successo e l’aura mitica de Il Padrino, Apocalypse Now, Rusty il selvaggio, Dracula e la multiforme e poliedrica attività di produttore e sceneggiatore oltre che regista fanno di Francis Ford Coppola uno dei cineasti più popolari al mondo. Regista totale, che ha idealmente riunito la generazione della Nuova Hollywood di Milius, Cimino, Lucas, Spielberg, e ha introdotto l’elettronica nel cinema, Coppola è autore di film sperimentali e classici, maestosi e debordanti. Piccolo genio già nell’apprendistato con Roger Corman, Coppola diventa ben presto, con Buttati Bernardo! e Non torno a casa stasera, l’alfiere della ribellione a Hollywood e al mercato. La conversazione vince la Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1974. Il Padrino è un affresco storico e simbolico della contemporaneità. Nel 1979, a Cannes, presenta Apocalypse Now, che determinerà un cambiamento nel gusto e nel modo di vedere i film.
Paolo Vernaglione (Roma, 1959), giornalista e critico cinematografico, ha collaborato tra l’altro al quotidiano «Il Manifesto» e alla rivista «Filmcritica». Ha pubblicato due monografie sui registi Arthur Penn (Il Castoro, La Nuova Italia) e David Cronenberg (ESI) e saggi sul cinema di Elia Kazan, Martin Scorsese, Roman Polanski (Gremese).