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Das Kaffeehaus

Ovvero la bottega del caffè
Traduttore: R. Giordano
Collana: Teatro
Data di pubblicazione: 17-03-1998
Pagine: 96
Formato: 21,2x12,7
ISBN-13: 978-8876054334
Prezzo: € 10,00

Fassbinder epigono di Goldoni? Non è così tanto un’eresia. Le analogie possibili concernono il lavorare di getto, il fare altrettanto i comodi di molta committenza, il testimoniare i nuovi manierismi, il potere ricattatorio del denaro e della “fatuità”. Non stupisce, in questo senso, che l’autore-regista tedesco rigeneri nel 1969 La bottega del caffè, con un nuovo atto di scrittura. Al posto di duelli verbali, vivaci e rapidi, al posto di raffinati lazzi e cascate di parole, prende ora piede un dialogo pacato e controllato, fervidamente lascivo, turpemente romantico, con un cordoglio rappreso di fondo e con un’allegria di ceto strafottente.

Fassbinder ha rimodellato a più riprese i classici, traendone scomposte intrusioni, letture irrequiete e mai solo “a fronte”. Qui, anziché l’archetipo della Piazzetta veneziana, per Kaffeehaus aveva concepito un piano-bar di belli e dissipati, un viavai di lenoni e donne oppresse, piccoli avventurieri redenti, scipiti parassiti. Alla frenesia settecentesca si sostituisce una morbosa apatia che reca però con sé i misteri della grazia. I personaggi sono tutti assai più ricattabili che in Goldoni, e al centro c’è un Don Marzio degli anni di piombo, mestatore e supervisore come appunto amava insaziabilmente essere, fuori d’ogni canone, Fassbinder.